03 of Febbraio, 2007

La scienza vestita di fiaba

 

e Scienze Web News, gennaio 2007, recensioni

La scienza vestita di Fiaba

di Olga Tanda

(Giuseppe Sermonti, La scienza vestita di fiaba, 2004, Di Renzo Editore)
Chi avrebbe mai detto che dietro le favole di Biancaneve, Cappuccetto Rosso e Cenerentola fossero nascosti i segreti della scienza?
Il narratore, dopo un’accurata intervista ai personaggi più amati delle favole riesce a svelare queste verità nascoste anche ai personaggi stessi.
È così che Biancaneve, dopo un ragionamento guidato si rende conto la sua fiaba ha molte cose in comune con il ciclo della luna, come d’altronde anche quelle di Cenerentola e Cappuccetto Rosso. Ma non solo!
Nascondono la storia di composti chimici come il pregiato argento, lo zolfo e il mercurio e possono essere paragonati a fiori quali il giglio, il papavero e la zucca.
In appendice ci sono due fiabe dei fratelli Grimm, Il nanetto del bosco, che nasconde la storia del grano, con una nota finale che spiega il legame mitologico della fiaba e "La strega pasticcera" che racconta la vera storia della strega cattiva di Hansel e Gretel.
L’autore è un personaggio d’eccezione, Giuseppe Sermonti, laureato in Agraria e Biologia, genetista di fama internazionale, saggista e giornalista.
Dirige l’Istituto di Genetica dell’Università di Perugia, ha numerose pubblicazioni alle sue spalle tra cui quattro di fiabe, "Il ragno, il filo e la vespa", "Fiabe di Luna", "Fiabe del sottosuola" e "Fiabe dei fiori" tra il 1974 e il 1992, e "Scienziati nella tempesta" sempre della casa editrice Di Renzo Editore.
Negli ultimi anni si è dedicato in particolare alla scrittura di queste fiabe che nascondono e spiegano "pillole" che riguardano il ciclo lunare, la botanica e la chimica.
Il libro è adatto anche a chi non ha basi di scienza, l’autore intervista i personaggi più amati delle fiabe e gli fa svelare i segreti della scienza che nascondono le favole di cui sono protagonisti.

Posted by franflo at 11:58:01 | Permanent Link | Comments (1) |

La sindrome degli antenati

 Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell'albero genealogico.


Autore: Anne Ancelin Schützenberger
Editore: Di Renzo Editore

Anne Ancelin Schützenberger, terapista ed analista con oltre 30 anni di esperienza, spiega e fornisce esempi clinici del suo particolarissimo approccio psicogenealogico alla psicoterapia. Siamo solo anelli in una catena di generazioni e può capitarci di non avere altra scelta se non quella di subire eventi e traumi dei nostri antenati. Il testo comprende affascinanti casi e numerosi "genosociogrammi", ovvero alberi genealogici che illustrano come, attraverso la storia della propria famiglia, è possibile comprendere le proprie paure, e le difficoltà psicologiche e fisiche, semplicemente scoprendo interessanti paralleli con i nostri avi. (In Francia già alla sedicesima ristampa!)

 

Anne Ancelin Schützenberger, psicoterapista di fama internazionale è professore emerito di Psicologia all'Università di Nizza e co-fondatrice del "International Association of Group Psicotherapy".

 

Fonte: Italiadonna

 

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Che forza quei quark

 


L’espresso, 11 gennaio 2007, pag. 103

Che forza quei quark

di Piergiorgio Odifreddi

Per la maggior parte del pubblico televisivo italiano, “quark” è l’oscuro titolo di una fortunata trasmissione di divulgazione scientifica. Per i letterati, è una parola inventata da James Joyce in “Finnegans Wake”, nella frase «three quarks for Muster Mark»: probabilmente come storpiatura di “quart”, “quartino”, visto che il libro descrive il sogno di un proprietario di pub. Per i fisici, infine, “quark” è il nome assegnato da Murray Gell-Mann, premio Nobel nel 1969, ai costituenti fondamentali della materia al livello della fisica quantistica: un analogo, cioè, degli atomi per la fisica atomica o delle molecole per la chimica. La scelta del nome è dovuta al fatto che neutroni e protoni sono appunto costituiti da tre “quark”, di tre “colori” diversi (chiamati rosso, verde e blu, benché si tratti in realtà piuttosto di un tipo di carica elettrica). A causa della presenza di questi “colori”, la teoria che regola il comportamento quantistico dei quanti si chiama “cromodinamica quantistica”, abbreviata QCD, e uno dei suoi aspetti più misteriosi è il cosiddetto “sconfinamento”: il fatto, cioè, che i “quark” non si possono mai osservare isolatamente, perché sono tenuti insieme da una forza nucleare che ha la strana proprietà di crescere all’inverosimile quando essi cercano di allontanarsi, e di diminuire fino praticamente ad annullarsi quando invece essi stanno vicini. Lo scopritore della QCD è David Gross, che nel bel monologo-intervista “L’universo affascinate” (Di Renzo Editore, pp 75, € 9,50) narra come è arrivato a formularla insieme al suo studente Frank Wilczek, in un’impresa intellettuale che ha meritato loro il premio Nobel nel 2004. Da leggere e meditare, per capire cosa fa e come si fa la scienza.

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La tradizione classica nella letteratura italiana

Di Renzo Editore
sabato 03 febbraio 2007
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La tradizione classica nella letteratura italiana

(Gabriele di Giammarino, La tradizione classica nella letteratura italiana, Roma, Di Renzo Editore, 2006, euro 18,00)
Il titolo La tradizione classica nella letteratura italiana può far pensare a un libro per addetti ai lavori, ma la verità è ben altra. L'opera, in effetti, caratterizzata da un'esposizione delle idee piana, chiara, esaustiva, si rivolge al cultore della materia, allo studente, all'uomo di formazione media ed anche al semplice curioso che non abbia specifiche cognizioni sulle problematiche trattate. Queste sono sviluppate in un quadro organico che focalizza momenti e linee portanti delle lettere italiane nelle quali sia possibile rintracciare punti d'incidenza, diretta o indiretta, dei classici greci e latini, in virtù di un'esplorazione fatta attraverso connessioni con le molteplici e varie realtà sociali dei tempi, con il diverso atteggiarsi dei gusti, degli usi e dei costumi.
Da qualche tempo a questa parte si avverte crescere in consistenti strati della popolazione, giovane o non più giovane, un rinnovato interesse per questi studi, come un desiderio di riscoprire il tesoro di una grande eredità che sentiamo appartenere all'Italia, all'Europa, al mondo intero, senza distinzioni, senza esclusivismi. Per agevolare e dare un sempre maggiore sviluppo a questo interesse, abbiamo inserito nella parte iniziale del libro, dopo una ben articolata panoramica dell'idea stessa di tradizione, una rapida sintesi delle letterature antiche che non solo contribuisce alla completezza dell'opera, ma offre l'occasione per istituire immediati e stimolanti raffronti anche ad opera di coloro che non abbiano più, o abbiano ormai sbiadito, il ricordo del mondo classico.

Da Ethimos, gennaio 2007

L'argomento non ha nulla di pedantesco o, semplicemente, di rétro, perché s'inserisce nel vivo di moderni orientamenti che si avvalgono, ai fini di una riconquista dell'identità culturale europea, degli strumenti dell'antropologia, esplorando l'influenza della tradizione classica dall'età medievale ai giorni nostri lungo un percorso contrassegnato da progressi, regressi, critiche, confronti, entusiasmi, polemiche.
 
da etimos, gennaio 2007)
Posted by franflo at 11:54:40 | Permanent Link | Comments (0) |

Il significato della tradizione classica

Il significato della tradizione classica


 

Sulla scia degli interessi culturali, che recentemente affiorano con sempre maggiore frequenza nei dibattiti sul mondo antico, rivisitato nei più diversi aspetti con gli strumenti della filologia e dell'antropologia, si colloca La tradizione classica nella letteratura italiana, progettata dall'Autore per dare organicità, in una qualificata scelta divulgativa, a una materia complessa e affascinante a un tempo. L'impegno principale si basa sull'esigenza di rivolgersi a un pubblico ampio e variamente motivato, coniugando a tal fine la precisione scientifica con la chiarezza espositiva nell'intento di porgere al lettore questa suggestiva materia in maniera accessibile, senza cadere in pedanterie o imboccare scorciatoie. Ma il libro appare soprattutto incentrato sull'idea che non si può tracciare una convincente panoramica della letteratura italiana ove si prescinda dalla componente classica; pertanto il discorso complessivo, scandito per fasi storiche, tende a sottolineare l'incidenza del patrimonio culturale greco-latino nei momenti costitutivi, riguardanti non solo le opere degli scrittori italiani, ma anche le nostre vicende civili, sociali, politiche, le varie forme della cultura e dell'arte, degli usi e dei costumi. Il libro non è indirizzato soltanto agli specialisti della materia, ma indistintamente a tutte le categorie di lettori, in quanto l'esposizione piana e ordinata evita di proposito riferimenti complicati, disquisizioni puntigliose, tecnicismi da iniziati e, in linea con questa intenzione, presenta persino una lineare sintesi delle letterature classiche per semplificare e agevolare raffronti ed anticipazioni. Un altro pregio dell'opera consiste nello svolgimento dell'assunto che spazia dall'antichità ai più recenti fenomeni letterari. (Gabriele di Giammarino, La tradizione classica nella letteratura italiana, Roma, Di Renzo Editore, 2006)

 

Rassegna Libraria, n. 1, gennaio 2007

Posted by franflo at 11:52:19 | Permanent Link | Comments (0) |