06 of Marzo, 2008

Cuba solo sesso, Italia solo riviste patinate?


ciao!.it, mercoldedì 27 febbraio, libri

di Dario Cima

Gianni Perrelli, giornalista specializzato in notizie internazionali, ha esordito nel 2004 col suo primo (e per ora unico) romanzo "Habana Libre" (Di Renzo Editore) dopo aver scritto un libro autobiografico ("Professione Reporter").
Per me che amo Cuba, con tutte le sue difficoltà e contraddizioni, il richiamo del titolo è stato travolgente; le brevi note sul retro di copertina (e le prime 11 pagine riportate sul sito dell'editore Di Renzo , su cui è anche possibile l'acquisto) mi hanno poi convinto all'acquisto che, per un libro di 158 pagine mi era sembrato costoso (12,00 Euro).
La trama è credibile e il confronto che si crea pagina dopo pagina tra il "primo mondo" ed il "terzo mondo" interessante.
La narrazione è in prima persona in un'alternanza continua dei tre protagonisti narranti (tranne negli ultimi 2 capitoli), è quindi facile immedesimarsi nei vari personaggi pur così diversi tra loro: José, uno stimato chirurgo cubano ancora fedele allo spirito della rivoluzione castrista (ma che per campare fa il tassista abusivo con un vecchia Studbaker), Niurka giovane, bella e disillusa jinetera (fidanzata "a tempo"), Mario, un quarantenne italiano, innamorato di Cuba e stordito dalla sensualità di Niurka.
Nell' Avana del XXI secolo, assatanati turisti cercano soprattutto sesso, mentre i cubani percepiscono il loro futuro incerto e cercano di arrabattarsi, di continuare a credere, o di fuggire verso paesi "liberi".
José incontra Mario all'aeroporto quando, sbarcato con un nugolo di italiani che sbavano per le bellezze cubane, si mostra decisamente diverso dagli altri pur così preso dalla splendida Niurka (disponibile con gli stranieri, scostante con i cubani … ma ha i suoi motivi). La scena di un giovane statunitense, John, perquisito con arroganza davanti agli occhi dei due uomini è l'anteprima di una conoscenza che si consoliderà (anche perché l'americano è il "fidanzato" di Teresa, la figlia di José). Durante le notti folli di Mario e Nurka in cui José scarrozza i due tra bar e discoteche, si incontrano i personaggi che arricchiscono la trama : Cesare, romano dalle insaziabili voglie (ma anche lui ha i suoi motivi); Teresa, la figlia di José, fedele erede degli ideali della patria (ma solo all'inizio del libro) ; Giovanna, matura italiana ben inserita nella politica cubana (soprattutto per questioni di letto); Mercedes, infermiera, confidente e amante di José; Claudia, moglie di José, attratta dalla religione dopo la visita del Papa; Miguel, avvocato e comicastro dalle molte personalità.
La vita scorre per alcune settimane e la narrazione si trasforma in un thriller che cambierà la vita di tutti. Insomma una lettura che, da prospettive diverse e ben inquadrate dall'autore, restituisce una "involontaria" sintesi degli stili di vita (e di sopravvivenza) dell'Italia e di Cuba.

 

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03 of Febbraio, 2007

La scienza vestita di fiaba

 

e Scienze Web News, gennaio 2007, recensioni

La scienza vestita di Fiaba

di Olga Tanda

(Giuseppe Sermonti, La scienza vestita di fiaba, 2004, Di Renzo Editore)
Chi avrebbe mai detto che dietro le favole di Biancaneve, Cappuccetto Rosso e Cenerentola fossero nascosti i segreti della scienza?
Il narratore, dopo un’accurata intervista ai personaggi più amati delle favole riesce a svelare queste verità nascoste anche ai personaggi stessi.
È così che Biancaneve, dopo un ragionamento guidato si rende conto la sua fiaba ha molte cose in comune con il ciclo della luna, come d’altronde anche quelle di Cenerentola e Cappuccetto Rosso. Ma non solo!
Nascondono la storia di composti chimici come il pregiato argento, lo zolfo e il mercurio e possono essere paragonati a fiori quali il giglio, il papavero e la zucca.
In appendice ci sono due fiabe dei fratelli Grimm, Il nanetto del bosco, che nasconde la storia del grano, con una nota finale che spiega il legame mitologico della fiaba e "La strega pasticcera" che racconta la vera storia della strega cattiva di Hansel e Gretel.
L’autore è un personaggio d’eccezione, Giuseppe Sermonti, laureato in Agraria e Biologia, genetista di fama internazionale, saggista e giornalista.
Dirige l’Istituto di Genetica dell’Università di Perugia, ha numerose pubblicazioni alle sue spalle tra cui quattro di fiabe, "Il ragno, il filo e la vespa", "Fiabe di Luna", "Fiabe del sottosuola" e "Fiabe dei fiori" tra il 1974 e il 1992, e "Scienziati nella tempesta" sempre della casa editrice Di Renzo Editore.
Negli ultimi anni si è dedicato in particolare alla scrittura di queste fiabe che nascondono e spiegano "pillole" che riguardano il ciclo lunare, la botanica e la chimica.
Il libro è adatto anche a chi non ha basi di scienza, l’autore intervista i personaggi più amati delle fiabe e gli fa svelare i segreti della scienza che nascondono le favole di cui sono protagonisti.

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La sindrome degli antenati

 Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell'albero genealogico.


Autore: Anne Ancelin Schützenberger
Editore: Di Renzo Editore

Anne Ancelin Schützenberger, terapista ed analista con oltre 30 anni di esperienza, spiega e fornisce esempi clinici del suo particolarissimo approccio psicogenealogico alla psicoterapia. Siamo solo anelli in una catena di generazioni e può capitarci di non avere altra scelta se non quella di subire eventi e traumi dei nostri antenati. Il testo comprende affascinanti casi e numerosi "genosociogrammi", ovvero alberi genealogici che illustrano come, attraverso la storia della propria famiglia, è possibile comprendere le proprie paure, e le difficoltà psicologiche e fisiche, semplicemente scoprendo interessanti paralleli con i nostri avi. (In Francia già alla sedicesima ristampa!)

 

Anne Ancelin Schützenberger, psicoterapista di fama internazionale è professore emerito di Psicologia all'Università di Nizza e co-fondatrice del "International Association of Group Psicotherapy".

 

Fonte: Italiadonna

 

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Che forza quei quark

 


L’espresso, 11 gennaio 2007, pag. 103

Che forza quei quark

di Piergiorgio Odifreddi

Per la maggior parte del pubblico televisivo italiano, “quark” è l’oscuro titolo di una fortunata trasmissione di divulgazione scientifica. Per i letterati, è una parola inventata da James Joyce in “Finnegans Wake”, nella frase «three quarks for Muster Mark»: probabilmente come storpiatura di “quart”, “quartino”, visto che il libro descrive il sogno di un proprietario di pub. Per i fisici, infine, “quark” è il nome assegnato da Murray Gell-Mann, premio Nobel nel 1969, ai costituenti fondamentali della materia al livello della fisica quantistica: un analogo, cioè, degli atomi per la fisica atomica o delle molecole per la chimica. La scelta del nome è dovuta al fatto che neutroni e protoni sono appunto costituiti da tre “quark”, di tre “colori” diversi (chiamati rosso, verde e blu, benché si tratti in realtà piuttosto di un tipo di carica elettrica). A causa della presenza di questi “colori”, la teoria che regola il comportamento quantistico dei quanti si chiama “cromodinamica quantistica”, abbreviata QCD, e uno dei suoi aspetti più misteriosi è il cosiddetto “sconfinamento”: il fatto, cioè, che i “quark” non si possono mai osservare isolatamente, perché sono tenuti insieme da una forza nucleare che ha la strana proprietà di crescere all’inverosimile quando essi cercano di allontanarsi, e di diminuire fino praticamente ad annullarsi quando invece essi stanno vicini. Lo scopritore della QCD è David Gross, che nel bel monologo-intervista “L’universo affascinate” (Di Renzo Editore, pp 75, € 9,50) narra come è arrivato a formularla insieme al suo studente Frank Wilczek, in un’impresa intellettuale che ha meritato loro il premio Nobel nel 2004. Da leggere e meditare, per capire cosa fa e come si fa la scienza.

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La tradizione classica nella letteratura italiana

Di Renzo Editore
sabato 03 febbraio 2007
Page in English
Il sito in Italiano

 

La tradizione classica nella letteratura italiana

(Gabriele di Giammarino, La tradizione classica nella letteratura italiana, Roma, Di Renzo Editore, 2006, euro 18,00)
Il titolo La tradizione classica nella letteratura italiana può far pensare a un libro per addetti ai lavori, ma la verità è ben altra. L'opera, in effetti, caratterizzata da un'esposizione delle idee piana, chiara, esaustiva, si rivolge al cultore della materia, allo studente, all'uomo di formazione media ed anche al semplice curioso che non abbia specifiche cognizioni sulle problematiche trattate. Queste sono sviluppate in un quadro organico che focalizza momenti e linee portanti delle lettere italiane nelle quali sia possibile rintracciare punti d'incidenza, diretta o indiretta, dei classici greci e latini, in virtù di un'esplorazione fatta attraverso connessioni con le molteplici e varie realtà sociali dei tempi, con il diverso atteggiarsi dei gusti, degli usi e dei costumi.
Da qualche tempo a questa parte si avverte crescere in consistenti strati della popolazione, giovane o non più giovane, un rinnovato interesse per questi studi, come un desiderio di riscoprire il tesoro di una grande eredità che sentiamo appartenere all'Italia, all'Europa, al mondo intero, senza distinzioni, senza esclusivismi. Per agevolare e dare un sempre maggiore sviluppo a questo interesse, abbiamo inserito nella parte iniziale del libro, dopo una ben articolata panoramica dell'idea stessa di tradizione, una rapida sintesi delle letterature antiche che non solo contribuisce alla completezza dell'opera, ma offre l'occasione per istituire immediati e stimolanti raffronti anche ad opera di coloro che non abbiano più, o abbiano ormai sbiadito, il ricordo del mondo classico.

Da Ethimos, gennaio 2007

L'argomento non ha nulla di pedantesco o, semplicemente, di rétro, perché s'inserisce nel vivo di moderni orientamenti che si avvalgono, ai fini di una riconquista dell'identità culturale europea, degli strumenti dell'antropologia, esplorando l'influenza della tradizione classica dall'età medievale ai giorni nostri lungo un percorso contrassegnato da progressi, regressi, critiche, confronti, entusiasmi, polemiche.
 
da etimos, gennaio 2007)
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Il significato della tradizione classica

Il significato della tradizione classica


 

Sulla scia degli interessi culturali, che recentemente affiorano con sempre maggiore frequenza nei dibattiti sul mondo antico, rivisitato nei più diversi aspetti con gli strumenti della filologia e dell'antropologia, si colloca La tradizione classica nella letteratura italiana, progettata dall'Autore per dare organicità, in una qualificata scelta divulgativa, a una materia complessa e affascinante a un tempo. L'impegno principale si basa sull'esigenza di rivolgersi a un pubblico ampio e variamente motivato, coniugando a tal fine la precisione scientifica con la chiarezza espositiva nell'intento di porgere al lettore questa suggestiva materia in maniera accessibile, senza cadere in pedanterie o imboccare scorciatoie. Ma il libro appare soprattutto incentrato sull'idea che non si può tracciare una convincente panoramica della letteratura italiana ove si prescinda dalla componente classica; pertanto il discorso complessivo, scandito per fasi storiche, tende a sottolineare l'incidenza del patrimonio culturale greco-latino nei momenti costitutivi, riguardanti non solo le opere degli scrittori italiani, ma anche le nostre vicende civili, sociali, politiche, le varie forme della cultura e dell'arte, degli usi e dei costumi. Il libro non è indirizzato soltanto agli specialisti della materia, ma indistintamente a tutte le categorie di lettori, in quanto l'esposizione piana e ordinata evita di proposito riferimenti complicati, disquisizioni puntigliose, tecnicismi da iniziati e, in linea con questa intenzione, presenta persino una lineare sintesi delle letterature classiche per semplificare e agevolare raffronti ed anticipazioni. Un altro pregio dell'opera consiste nello svolgimento dell'assunto che spazia dall'antichità ai più recenti fenomeni letterari. (Gabriele di Giammarino, La tradizione classica nella letteratura italiana, Roma, Di Renzo Editore, 2006)

 

Rassegna Libraria, n. 1, gennaio 2007

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22 of Gennaio, 2007

Parole di un uomo

La giornalista Milvia Spadi lavora presso la Rai, ha cominciato la sua professione in Germania e collabora con diversi enti radiotelevisivi tedeschi. L'intervista con Primo Levi è stata realizzata a fine del 1986 per la Westdeutscher Rundfunk, in occasione dell'uscita in Germania de I sommersi e i salvati.
L'
autrice de Le parole di un uomo. Incontro con Primo Levi (Di Renzo Editore), incontra gli studenti del Liceo Classico "F.Fezzi"
e dell'istituto Magistrale "B. Angela" di Foligno.

L'incontro si terrà presso il Palazzo Trinci, Sala Conferenze il 3 Marzo 2007.

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15 of Novembre, 2006

Antonio Ravel alla manifestazione “Piovono libri”

Presentazione del libro: I Napoletani di Antonio Ravel
Editore: Di Renzo Editore
Prefazione: Antonio Lubrano

Nella suggestiva cornice delle Basiliche Paleocristiane di Cimatile, la fondazione Cimatile, presieduta dal dott. Napoletano, ha organizzato una serata nell’ambito della manifestazione nazionale “Piovono libri”.

La novità editoriale della serata è stato il libro I Napoletani – Ritratti di Antonio Ravel, edito da Di Renzo Editore (Roma).

La serata è stata condotta da Ermanno Corsi e alla tavola rotonda hanno partecipato Angela Luce, Ernesto Mazzetti, Massimo Milone, Massimo Ravel e il presidente della fondazione Cimatile. Ermanno Corsi  ha introdotto i relatori, che attraverso l’incontro personale con l’autore, Antonio Ravel, hanno raccontato di sé stessi e del libro.

I Napoletani è una galleria di 56 personaggi della cultura, dell’industria e dell’arte napoletana intervistati da Antonio Ravel alla fine degli anni ’70. Traspare dalle interviste il carattere duro e forte dei napoletani, che lottano per emergere e che affrontano mille difficoltà per migliorare Napoli e rappresentarla al meglio. I personaggi sono napoletani veraci, senza facili rappresentazioni ostentate di bieca napoletanità, ma con quel tratto duro e forte che un napoletano deve avere per lavorare nella sua città e nel mondo. Tuttavia, vi è sempre quella vena dolente della difficoltà incontrata giorno per giorno e della quasi impossibilità di far voltare pagina a Napoli.

La serata si è dispiegata tra ricordi e aneddoti su Antonio Ravel che, da giornalista nato e vissuto a Napoli, ha partecipato alla costruzione e alla crescita del centro di produzione RAI di Napoli.

Alla fine della serata la  splendida e verace Angela Luce ha intonato “Micchele è Mare”, con una voce che ha riempito la basilica di lievi suoni ma dal forte carattere come la vita dei personaggi tratteggiati da Antonio Ravel nel suo libro.

Posted by franflo at 12:52:15 | Permanent Link | Comments (0) |

10 of Ottobre, 2006

Giornata della Memoria

L’11 aprile 1987 muore Primo Levi, testimone dell'olocausto e uno dei pochi sopravvissuti ai lager nazisti.

Nel ventennale della sua scomparsa, Di Renzo Editore si associa alle istituzioni, alla stampa e ai media in generale nel contribuire a ricordare il grande autore.

In occasione della Giornata della Memoria, che cade nei giorni 26-27 gennaio 2007, Di Renzo Editore propone un incontro con Milvia Spadi, giornalista di Radio Rai 3, autrice del libro "Le parole di un uomo - ultima intervista a Primo Levi".

L'intervista con Primo Levi è stata realizzata nel settembre 1986 per la Westdeutscher Rundfunk, in occasione dell'uscita in Germania de " I sommersi e i salvati".

Nel corso di tutto il periodo antecedente e successivo alla data della commemorazione, l'autrice incontrerà studenti di licei e organizzerà tavole rotonde sulla Giornata della Memoria.

L'incontro sarà incentrato sul rapporto fra passato e presente. Dedicato soprattutto ai giovani, il libro invita a riflettere ancora una volta su come gli avvenimenti del passato influenzano in maniera determinante il nostro presente. Nel corso dell'incontro, con l'ausilio di un registratore, verrà ascoltata la voce di Primo Levi e la testimonianza di una reduce dal Lager.

 

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02 of Ottobre, 2006

Prattico, una vita al servizio della scienza

Dapprima dalle pagine de L’Unità e di Panorama, e poi da quelle dell’inserto culturale de La Repubblica, Franco Prattico, giornalista e scrittore, da oltre trent’anni ci racconta e ci spiega gli sviluppi e le novità del mondo della scienza.

Su istigazione dell’editore Di Renzo, Prattico ha accettato di raccontare se stesso in La lampada di Aladino, ovvero il simbolo di quella tecnologia che può “illuminare l’avvilente quotidiano elevandolo al livello dei sogni.”

Ma perché, ci viene da chiedere, dovremmo leggere l’autobiografia di un giornalista fra tanti, di un bambino da sempre affascinato dagli argomenti scientifici, tanto da arrivare a farne il mestiere della vita? La sua storia non sembra avere nulla di speciale, “perciò mi imbarazza l’dea che possa interessare qualcuno la mia vicenda personale.”

E nel tentativo di giustificare con se stesso questo atto di presunzione che è l’autobiografia, Prattico ci spiega, forse inconsapevolmente, anche il senso ultimo della collana I Dialoghi ideata dall’amico Di Renzo. Raramente, ci dice, le nostre vite hanno lo spessore e il significato di un romanzo, ma i fili delle nostre esistenze e delle scelte individuali sono pesantemente determinati da quanto ci circonda – il nostro mondo, il nostro tempo, la storia – e costruiscono un disegno che si intreccia con quello di altri e che solo i posteri potranno dipanare. “Perciò ognuno di noi è una biografia. Un filo, cioè, della trama della propria epoca… mai tanto umile da essere insignificante, né tanto potente da modificarla grazie alla propria autodeterminazione.” Buona lettura.

Posted by franflo at 12:40:14 | Permanent Link | Comments (0) |